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L'allevamento
L’ACCRESCIMENTO
L’accrescimento rappresenta per l’allevatore la fase più importante e impegnativa.
Portare un giovane discus all’età adulta, assicurando un corretto sviluppo, richiede molta dedizione e cura. Si può certamente dire che la riproduzione in sé non è tanto impegnativa quanto l’accrescimento.
La fase dell’accrescimento inizia non appena le larve di pochi giorni cominciano a nuotare intorno ai genitori per terminare circa un anno dopo.
Ma andiamo per gradi e affrontiamo i vari stadi:
Le larve iniziano a nuotare liberamente intorno al quinto giorno dalla schiusa, da questo istante esse iniziano ad alimentarsi con il muco secreto dall’epidermide dei genitori.
I genitori da questo momento iniziano ad alternarsi ‘’nell’allattamento ‘’ dei piccoli, certamente affascinante è lo spettacolo della nuvola di piccoli discus che nuota intorno all’adulto.
Trascorsi al massimo un paio di giorni, è importante integrare l’alimentazione dei piccoli procedendo alla somministrazione di naupli vivi di artemia , (piccolo crostaceo delle acque salate o salmastre).
Le somministrazioni dovranno essere progressivamente aumentate, sino ad arrivare ad 8/10 al giorno, per questa ragione si dovranno avviare preventivamente tante colture di cisti di artemie da garantire le schiuse nei tempi e nelle quantità necessarie.
Come in ogni fase dell’accrescimento è estremamente importante che non manchi mai la materia prima e che le somministrazioni siano costanti.
Uno dei problemi più evidenti di questo stadio è costituito dalla necessità di mantenere il più possibile l’acqua pulita evitando sbalzi dei valori.
Un cambio di acqua errato potrebbe provocare una modifica ai valori e causare danni irreversibili ai piccoli nascituri.
Per questa ragione è buona norma, nei primissimi giorni, iniziare a somministrare i naupli di artemia una al massimo due volte al giorno e se proprio necessario limitarsi a sifonare il fondo della vasca senza effettuare alcuno rabbocco.
Si consideri comunque che per tutto il primo mese il valore di Nitrati ( NO3) dovrà essere il più basso possibile e comunque entro i 25/30 mg/l, ovviamente i nitriti (NO2) dovranno essere permanentemente irrilevabili.
Successivamente, con l’aumentare delle somministrazioni di naupli, il cambio d’acqua dovrà essere effettuato sempre con oculatezza effettuando i rabbocchi ‘’goccia a goccia’’ con acqua avente gli stessi valori di quella presente in vasca.
Dopo circa due settimane dalla prima somministrazione di naupli si dovrà iniziare la fase di ‘’svezzamento’’ dei piccoli con l’aggiunta di mangime granulato estremamente fine, magari mischiandolo ai naupli.
La crescita dei piccoli in questi giorni è sorprendente, non si esagera se vi diciamo che si nota sensibilmente la differenza da un giorno all’altro.
E’ bene precisare che già dal primo mese, si dovrà procedere ad effettuare il ricambio dell’acqua con della nuova avente valori di durezza e di ph di volta in volta crescente.
Se, infatti, per stimolare la coppia ma anche per consentire la fecondazione e la schiusa delle uova, avremo avuto cura di utilizzare un acqua molto acida pertanto priva di minerali, è anche vero che per consentire lo sviluppo dei giovani discus necessiterà un acqua ricca di minerali e oligoelementi.
Le larve da minuscoli pesciolini, tanto piccoli da passare dentro le maglie di reti estremamente fitte, entro un mese assumeranno dimensioni prossime ad una moneta da venti centesimi di euro.
Superato il primo mese si potrà procedere a separare i piccoli dai genitori, questa separazione sarà necessaria per evitare che i riproduttori, sottoposti all’azione del continuo brucare sull’epidermide degli avannotti, possano subire uno stress eccessivo.
Precisiamo che i due riproduttori, una volta separati dai piccoli, necessiteranno di un periodo di riposo, durante il quale sarà necessaria una sostanziosa alimentazione, utile a farli riprendere dalle fatiche che la riproduzione ha comporto.
Chiusa questa breve parentesi ritorniamo ai giovani discus che hanno appena compiuto un mese e che hanno iniziato ad alimentarsi con del granulato fine.
A questo punto, ove si verifichino ritardi nella crescita e comunque delle differenze sensibili di taglia fra i vari soggetti, sarà necessario procedere a smistare in più vasche i piccoli, differenziandoli in base alle dimensioni. Per questo scopo è utile disporre di più vasche possibili dove separare in più gruppetti i giovani discus,
Così facendo, i soggetti delle stesse dimensioni, suddivisi nelle varie vaschette, potranno alimentarsi con maggiore tranquillità, non dovendo subire l’esuberanza di quegli esemplari risultati dominanti.
Da questo momento il lavoro dell’allevatore diventa estremamente impegnativo, si consideri che per effettuare giornalmente il ricambio e la sifonatura del fondo delle vasche occorre un lavoro preparatorio e di stoccaggio di ingenti quantità di acqua, i cui valori siano adeguati alle necessità dei giovani discus.
Dal secondo mese in poi l’alimentazione dovrà essere variata il più possibile, al granulato si affiancherà pastone a base di cuore di bue, non dovranno mancare neanche le fibre vegetali e il calcio, quest’ultimo estremamente utile alla crescita scheletrica.
In questa fase particolarmente gradito risulterà il Chironomus, ( larve di zanzara rossa acquistabili presso i negozi specializzati in blister congelati), ma anche gamberetti e spinaci sbollentati e alga spirulina, ( quest’ultima spesso già contenuta nei mangimi industriali).
Solo con una dieta ponderata e variata ma anche abbondante , unitamente a tanti cambi di acqua, i nostri giovani discus arriveranno al quarto mese in piena salute, a questo punto la taglia sarà di circa 8-9 cm e si cominceranno a vedere già i colori.
Questo è il momento di neffettuare le prime valutazioni e verificare se il lavoro effettuato è stato proficuo, un ritardo di crescita riscontrabile oltre che per la taglia ridotta ma anche per le sproporzioni, ( es.la forma, la grandezza dell’occhio rispetto al corpo), non sarà più recuperabile totalmente.
E’ ovvio in una covata di di 120-200 soggetti, difficilmente si verifica che tutti abbiano lo stesso sviluppo, nella crescita entrano in gioco anche altri fattori di natura genetica ma anche caratteriale, però se il lavoro di accrescimento sarà stato effettuato congruamente il numero dei soggetti che manifesteranno ‘’problemi’’ sarà comunque esiguo.
Nei mesi che verranno sino all’anno di vita, i nostri beniamini ci stupiranno con i loro colori e con la loro eleganza, ma mai si dovrà commettere l’errore di abbandonare la condotta sino ad ora seguita.
Queste semplici righe, come tutto ciò che è indicato e riportato nel sito, sono la sintesi della nostra esperienza, quella di un gruppetto di appassionati che in quanto tali posseggono impianti proporzionati allo scopo. In quest’ottica chi ci legge deve interpretare le nostre parole. Di fatto non è nelle nostre intenzioni e capacità riuscire a portare alla maturità un’intera covata, ( a tal proposito precisiamo che una covata può variare da un minimo di 90/100 individui ad un massimo di 350).
L’allevatore già intorno ai primi mesi di vita dei piccoli avrà avuto cura di selezionarsi un gruppetto di soggetti, ( variabile in base alla capacità delle vasche a sua disposizione), solo questo sarà oggetto delle successive attenzioni , il resto sarà distribuito fra amici ed appassionati.








